La sfida di Algeri è una speranza anche per noi
Il 10 maggio si sono tenute in Algeria le elezioni per designare la nuova Assemblea Nazionale: il Parlamento algerino. Sono stati 44548 i seggi predisposti per accogliere i 21 milioni di algerini iscritti nelle liste elettorali. I dati ufficiali parlano di un'affluenza del 42,9 %, circa sette punti in più rispetto alle elezioni legislative del 2007. Da qui, la soddisfazione delle autorità che hanno sottolineato il senso di civismo e di maturità del popolo algerino. Tuttavia, c'é da ritenere che su questo elemento della partecipazione si discuterà ancora molto e animatamente nelle prossime settimane, tra le forze politiche e sui media, se non altro perché la maggioranza degli algerini, in realtà, ha disertato le urne. Di fatto, dalle elezioni é stata confermata la maggioranza attuale di governo, anche se con qualche riequilibrio al proprio interno. E infatti il FNL (Fronte di Liberazione Nazionale) ottiene 220 seggi su 467, seguito dal RND (Raggruppamento Democratico Nazionale) e da Alleanza Verde (islamici moderati) che proprio in questi giorni sta contestando il risultato parlando di brogli elettorali.In realtà la questione islamica non ha ancora assunto in Algeria i contorni che tanto fanno allarmare alcuni tra i commentatori europei, soprattutto perché il periodo nero degli anni Novanta (FIS) è ancora ben presente nella mente degli algerini.




Il giorno dopo il voto, l'Algeria si sveglia consapevole di aver archiviato la tornata elettorale, piena, però, di interrogativi su ciò che adesso potrà accadere. Ieri, parlando alla televisione di stato, il ministro degli Interni Daho Ould Kablia ha fornito i dati ufficiali di partecipazione al voto del 10 maggio: 42,9%.
"Ma génération fait son temps" (la mia generazione ha fatto il suo tempo). E' la frase pronunciata l'altro ieri durante la visita nella città di Setif dal Presidente algerino Abdelaziz Bouteflika, in carica dal 1999. Un intervento inatteso, alla vigilia del voto, che può avere molteplici significati, non ultimo quello di sollecitare, seppure indirettamente, la partecipazione al voto stesso. In ogni caso è un pronunciamento che può rappresentare una rilevante novità per le prospettive future.
A fronte delle manifestazioni (tenutesi in tutta Europa) contra l'ACTA, il gruppo S&D ha affermato di comprendere i motivi di preoccupazione dei cittadini. E' comprensibile che temano per i propri diritti, soprattutto per quanto riguarda internet. Anche se occorre una decisa azione internazionale per combattere la contraffazione e proteggere i cittadini e il settore che dipende dalla creatività e dalla ricerca, probabilmente ACTA non è lo strumento giusto. E' stato un errore quello di trattare in un unico accordo i beni contraffatti e il mondo di internet. Secondo il Gruppo S&D, l'indirizzo IP di ciascuno deve essere considerato parte dei dati personali e quindi essere protetto dall'anonimato. I provider internet non dovrebbero diventare una sorta di "polizia del web" e censurare o controllare i contenuti a favore di potenti realtà economiche.
La Commissione Ambiente del Parlamento Europeo ha votato contro la pratica dei produttori di riportare che un prodotto ha "x% di grasso, zucchero o sale". Quando si legge una dicitura di questo tipo, secondo i deputati S&D, le persone pensano subito che il prodotto sia salutare. Ma ora ci saranno criteri più chiari per dare informazioni sicure ai cittadini. La proposta della Commissione avrebbe invece consentito ai produttori di sponsorizzare riduzioni di grasso, zucchero o sale senza che questo garantisse dell'effettiva salubrità del prodotto. Secondo i deputati S&D, le persone dedicano una crescente attenzione a ciò che mangiano e desiderano seguire una dieta più sana. Quindi, l'obiettivo da perseguire non dev'essere questo e non favorire i metodi di marketing poco chiari che, al contrario, possono avere come conseguenza l'aumento di vendite di cibi fondamentalmente malsani. La decisione dovrà essere approvata nella prossima plenaria, che avrà luogo a Bruxelles il 2 febbraio
Con il voto positivo del Gruppo S&D la Commissione Affari Esteri ha approvato questo mattino la conclusione di un protocollo sull'accordo euromediterraneo col Marocco che stabilisce la partecipazione di questo Paese ai programmi europei. I socialisti e i democratici hanno quindi mostrato, ancora una volta, il loro sostegno verso il Regno del Marocco e al processo di riforma politica ed economica da esso intrapreso. 
A Strasburgo il Gruppo S&D ha eletto un nuovo leader, il parlamentare austriaco Hannes Swoboda. Il Gruppo - che rappresenta la seconda forza politica del Parlamento Europeo, con i suoi 190 membri - ha eletto Swoboda a scrutinio segreto. E' la prima volta che per la carica competono tre candidati. Il mandato del nuovo leader coprirà la prossima metà del mandato, fino alle elezioni europee del 2014.
Signore e signori, cari colleghi,
