Scontri tra tribù e Consiglio debole
Panzeri: "Così la Libia soffre"
La scorsa settimana ho avuto la possibilità di andare nella Libia del dopo- Gheddafi per partecipare, con una delegazione di eurodeputati, alla prima missione ufficiale dell'Europarlamento. Il caso della Libia, nel più ampio scenario della primavera araba, ha costituito lo spartiacque tra la prima fase delle rivoluzioni arabe e le reazioni dei regimi che se ne sentivano minacciati. Già prima della disfatta del Colonnello, era apparso chiaro che il passaggio alla democrazia e alla legittimazione della sua autorità sarebbe stato difficile e dagli esiti incerti in una regione dove i rapporti di forza derivano da legami informali, dove il potere è gestito da clan tribali, da confraternite socio-religiose e da oligarchie economico-militari. La fine della dittatura ha aperto una nuova fase per questo vastissimo territorio quasi disabitato ma ricco di risorse energetiche che inevitabilmente polarizzano l'attenzione di importanti stati europei (e non solo) e che da sempre esercita una forte attrattiva per Algeria ed Egitto.
La scorsa settimana ho avuto la possibilità di andare nella Libia del dopo- Gheddafi per partecipare, con una delegazione di eurodeputati, alla prima missione ufficiale dell'Europarlamento. Il caso della Libia, nel più ampio scenario della primavera araba, ha costituito lo spartiacque tra la prima fase delle rivoluzioni arabe e le reazioni dei regimi che se ne sentivano minacciati. Già prima della disfatta del Colonnello, era apparso chiaro che il passaggio alla democrazia e alla legittimazione della sua autorità sarebbe stato difficile e dagli esiti incerti in una regione dove i rapporti di forza derivano da legami informali, dove il potere è gestito da clan tribali, da confraternite socio-religiose e da oligarchie economico-militari. La fine della dittatura ha aperto una nuova fase per questo vastissimo territorio quasi disabitato ma ricco di risorse energetiche che inevitabilmente polarizzano l'attenzione di importanti stati europei (e non solo) e che da sempre esercita una forte attrattiva per Algeria ed Egitto. E' stato possibile, quindi, toccare con mano la situazione della nuova Libia alle prese con un Consiglio nazionale di Transizione che fatica a decollare nel suo ruolo di costruzione di un'identità libica unitaria e democratica.




Il Parlamento Europeo ha approvato con un'ampia maggioranza, nella plenaria di febbraio, un accordo commerciale con il Regno del Marocco.
Ecco il comunicato dei Parlamentari che hanno fatto parte della Delegazione. "Siamo venuti in Libia per confermare il nostro supporto al popolo libico. Il nostro Parlamento è stato il primo organismo internazionale a chiedere una no-flight zone e riconoscere il Consiglio di Transizione Nazionale.
La Primavera araba, che ha coinvolto buona parte dei paesi del Nord Africa, ha portato alla ridefinizione di nuovi scenari politici ed economici. A partire dal Processo di Barcellona, iniziato nel lontano 1995, l'Europa ha avviato un percorso con i partner mediterranei tramite accordi di associazione bilaterali, nella prospettiva della creazione di un'area di libero scambio che avrebbe dovuto entrare in vigore nel 2010.
L’eurodeputato del Pd Antonio Panzeri, in qualità di presidente della Delegazione Maghreb del Parlamento europeo, da oggi fino a domenica sarà in Libia per incontrare le massime autorità del dopo Gheddafi. Con lui altri 4 eurodeputati per una visita, la prima che il Parlamento europeo effettua in via ufficiale dopo la fine del regime, che sarà l’occasione per fare il punto sul ruolo dell’Europa nell’area sotto il profilo economico-finanziario e nel sostegno ai processi di transizione, e sul ruolo che il Parlamento europeo può svolgere per contribuire ai processi di riforma democratica in Libia.
A fronte delle manifestazioni (tenutesi in tutta Europa) contra l'ACTA, il gruppo S&D ha affermato di comprendere i motivi di preoccupazione dei cittadini. E' comprensibile che temano per i propri diritti, soprattutto per quanto riguarda internet. Anche se occorre una decisa azione internazionale per combattere la contraffazione e proteggere i cittadini e il settore che dipende dalla creatività e dalla ricerca, probabilmente ACTA non è lo strumento giusto. E' stato un errore quello di trattare in un unico accordo i beni contraffatti e il mondo di internet. Secondo il Gruppo S&D, l'indirizzo IP di ciascuno deve essere considerato parte dei dati personali e quindi essere protetto dall'anonimato. I provider internet non dovrebbero diventare una sorta di "polizia del web" e censurare o controllare i contenuti a favore di potenti realtà economiche.
La Commissione Ambiente del Parlamento Europeo ha votato contro la pratica dei produttori di riportare che un prodotto ha "x% di grasso, zucchero o sale". Quando si legge una dicitura di questo tipo, secondo i deputati S&D, le persone pensano subito che il prodotto sia salutare. Ma ora ci saranno criteri più chiari per dare informazioni sicure ai cittadini. La proposta della Commissione avrebbe invece consentito ai produttori di sponsorizzare riduzioni di grasso, zucchero o sale senza che questo garantisse dell'effettiva salubrità del prodotto. Secondo i deputati S&D, le persone dedicano una crescente attenzione a ciò che mangiano e desiderano seguire una dieta più sana. Quindi, l'obiettivo da perseguire non dev'essere questo e non favorire i metodi di marketing poco chiari che, al contrario, possono avere come conseguenza l'aumento di vendite di cibi fondamentalmente malsani. La decisione dovrà essere approvata nella prossima plenaria, che avrà luogo a Bruxelles il 2 febbraio
Con il voto positivo del Gruppo S&D la Commissione Affari Esteri ha approvato questo mattino la conclusione di un protocollo sull'accordo euromediterraneo col Marocco che stabilisce la partecipazione di questo Paese ai programmi europei. I socialisti e i democratici hanno quindi mostrato, ancora una volta, il loro sostegno verso il Regno del Marocco e al processo di riforma politica ed economica da esso intrapreso. 
A Strasburgo il Gruppo S&D ha eletto un nuovo leader, il parlamentare austriaco Hannes Swoboda. Il Gruppo - che rappresenta la seconda forza politica del Parlamento Europeo, con i suoi 190 membri - ha eletto Swoboda a scrutinio segreto. E' la prima volta che per la carica competono tre candidati. Il mandato del nuovo leader coprirà la prossima metà del mandato, fino alle elezioni europee del 2014.
Signore e signori, cari colleghi,
