Global progressive Forum a Bogotá  

Si è svolto a Bogotá, in Colombia, venerdì 23 e sabato 24 marzo 2018, l’ultimo incontro tra gli esponenti del GLOBAL PROGRESSIVE FORUM. Tenendo sempre ben presente le priorità identificate nei valori della democrazia e dei diritti umani, della giustizia sociale, della crescita sostenibile e del progresso sociale, il GLOBAL PROGRESSIVE FORUM si è posto l’obiettivo, anche questa volta, di collegare le forze progressiste di tutto il mondo per sviluppare un’agenda progressista globale, dando tuttavia una speciale attenzione in questo incontro ai Paesi del Sud America.

“I legami storici, culturali ed economici tra l’Unione europea e il Sud America sono forti e antichi. Nel corso degli anni, l’Unione europea ha sviluppato una serie di relazioni sia con i gruppi regionali (Mercosur, Comunità andina, America centrale e Caraibi) che con i diversi Paesi (Messico, Cile, Perù e Colombia). È un grande impegno quello che l’Unione europea dedica a coltivare le relazioni con i Paesi del Sud America. In particolare, la Sottocommissione per i diritti dell’uomo che presiedo lavora in collaborazione con rappresentanti delle società civili e con esponenti politici sudamericani per approfondire le situazioni più delicate e garantire che i diritti universali siano rispettati in ogni situazione.

Nel 2016, con la delegazione della commissione parlamentare mista UE-Messico, abbiamo affrontato la questione dei 43 studenti scomparsi, un episodio che ha causato un profondo sconcerto in tutto il mondo per via della mancanza di risposte da parte dello Stato di fronte all’evidente responsabilità della polizia.

L’anno scorso abbiamo organizzato uno scambio di opinioni al Parlamento europeo sulla difficile situazione in cui vivono i bambini in Bolivia, uno Stato in cui c’è uno diffuso sfruttamento minorile.

Un altro problema che abbiamo discusso in una riunione della Sottocommissione per i diritti umani a Bruxelles è stata la sterilizzazione forzata delle donne in Perù. In quell’occasione abbiamo ascoltato un membro del congresso peruviano e altri esperti che hanno spiegato questa violenza a cui sono sottoposte moltissime donne.

Il Parlamento europeo ha prestato grande attenzione anche al Venezuela, in particolare con l’assegnazione del Premio Sacharov 2017 all’opposizione democratica in Venezuela per il suo eccezionale contributo alla lotta per i diritti umani nel Paese: una cerimonia toccante quella organizzata lo scorso dicembre durante una sessione plenaria a Strasburgo per consegnare il premio.

Quelli che ho appena citato sono solo alcuni esempi della collaborazione tra l’Unione Europea e l’America Latina. C’è ancora molto che possiamo ancora fare insieme, come la stesura di accordi commerciali che prevedano come condizione essenziale il rispetto dei diritti dei lavoratori, della loro salute e dei diritti universali della persona. È attraverso la collaborazione tra l’UE e il Sud America che possiamo fermare la crescente tendenza a criminalizzare i diritti umani e i loro difensori. Sviluppando ulteriormente gli accordi e le piattaforme già esistenti tra le due regioni, come il Mercosur e Eurolat, diventa possibile usufruire di una rete di relazioni, interparlamentari, interdiplomatiche e interamministrative tra le società civili che coprono una vasta gamma di questioni, andando quindi oltre al commercio, e raggiungendo i temi che riguardano la cooperazione istituzionale, la democrazia, i diritti umani, la sicurezza, il commercio, la migrazione e l’ambiente”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.