Europa: se non cambia diventerà una fortezza inespugnabile

30 Giugno 2019 | AGI

L’Unione europea non può accontentarsi dello “scampato pericolo” perché le forze sovraniste non hanno vinto le ultime elezioni per il Parlamento di Strasburgo.

Secondo l’ex europarlamentare Antonio Panzeri, che non si è ricandidato dopo tre mandati consecutivi, la nuova maggioranza dovrà impegnarsi per una riforma profonda, altrimenti rischia l’affermazione del “sovranismo europeo” che punta a far diventare il vecchio continente “una fortezza inespugnabile”. Come ha detto in un’intervista data all’AGI alla vigilia della sessione inaugurale del nuovo parlamento, “l’Europa deve fare una scelta: o si incammina con decisione sulla strada di una maggiore integrazione politica, con tutto quello che ne consegue e quindi soprattutto la possibilità di decidere su materie importanti senza l’obbligo dell’unanimità, o inevitabilmente bisognerà allentare quella economica. Non si può avere un’iperglobalizzazione a livello economico e finanziario e livelli di decisione politica nazionali: altrimenti questa contraddizione rischia di esplodere”. Secondo Panzeri, “le forze politiche che ora hanno la maggioranza non sono più solo i socialisti e popolari: hanno bisogno di ricorrere a liberali e verdi e devono capire che non c’è solo l’aspetto dello scampato pericolo. Questa Europa deve essere profondamente riformata se si vuole che il sogno europeo continui a vivere nella testa delle persone”.

Se questa riforma non verrà messa subito in cantiere, è la preoccupazione di Panzeri, “già le nomine delle prossime settimane si trasformeranno inevitabilmente in linfa vitale per le forze” ostili a Bruxelles. Queste sono “caratterizzate da una parte dal sovranismo europeo, che intendono l’Europa intesa come fortezza inespugnabile, dall’altro dall’accentuazione della cristianità come tratto distintivo, dimenticando fra l’altro che le altre religioni e le altre culture sono già da tempo immigrate in Europa”.

Sui rapporti fra Italia e Ue, l’ex esponente Pd ammette che “ci sono difficoltà oggettive che non sono ovviamente attribuibili all’attuale governo, in carica da un anno e mezzo. Ma con questa modalità, anziché cercare di giocare un ruolo sempre più importante prosegue la logica della contrapposizione che non produce niente di buono”. Quanto all’immigrazione, “è vero che non c’è una politica comune, e molti dei paesi i cui governi sono alleati del nostro sono proprio quelli che frenano la possibilità di una politica comune”. C’è quindi, nell’approccio del governo italiano, una doppia contraddizione: “prima, gli alleati non li aiutano. Seconda, conseguenza di questa, qualsiasi risoluzione che porti a una modifica o a un’innovazione del regolamento di Dublino non riesce ad andare in porto per l’ottusità e l’opposizione di alcuni paesi che sono alleati del nostro governo. Forse dovrebbero chiarire questa contraddizione, invece di scagliarsi in modo indefinito contro l’Europa”. Anche se è vero, conclude Panzeri, che “anziché mettere in campo tutte le politiche necessarie per affrontare la situazione, l’Ue ha fatto un’altra scelta, quella di esternalizzare le frontiere”.

Il Pd deve prendere atto, dati elettorali alla mano, di non essere autosufficiente e chiarire qual è la sua linea, diventando una casa accogliente per tutti quei soggetti che negli anni si sono “dispersi”. Secondo l’ex segretario generale della Camera del Lavoro ed ex europarlamentare del gruppo S&D Antonio Panzeri, l’idea del sindaco di Milano Beppe Sala di lanciare un nuovo partito per superare il Pd è “la strada corretta”. Come ha detto in un’intervista all’AGI, se si guardano i dati “alle ultime politiche del marzo 2018 il Pd aveva il 18%, largamente insufficiente per essere partito di governo. Nelle amministrative, da solo ha fra il 14 e il 18, che sale al 35 se si considerano le liste civiche. Deve prendere atto che non è autosufficiente e aprire una nuova stagione, con la consapevolezza di dover chiarire la sua linea e l’identità, diventando una casa accogliente chiamando a raccolta tutti i soggetti che oggi sono dispersi e individuando un leader all’altezza di queste sfide”.

Panzeri, che nel 2017 ha lasciato il Pd e successivamente ha aderito alla lista Liberi e Uguali di Grasso e Boldrini, non scioglie la riserva sull’eventuale leadership del sindaco: “Non lo so. Sicuramente sta facendo bene a Milano. Questa è una città che da sempre è un formidabile laboratorio, nel bene e nel male. E sempre più la politica ha bisogno, oltre che di contenuti, di qualcuno che li sappia portare avanti”. (AGI)