Elezioni libere sono condizione essenziale per il rapporto UE-Tailandia

Sono stati i Diritti umani il fulcro delle discussioni sostenute durante la visita in Tailandia dal 16 al 18 luglio 2018 dalla delegazione della Sottocommissione per i diritti umani (DROI) del Parlamento europeo che ho presieduto.
Durante la visita di tre giorni, abbiamo partecipato a riunioni con il governo della Tailandia, organizzazioni della società civile, partiti politici e abbiamo visitato la provincia di Samut Sakhon per discutere dei diritti del lavoro nel settore della pesca, dei diritti dei lavoratori migranti, delle questioni relative alla tratta di esseri umani e delle imminenti elezioni parlamentari.
Ho apprezzato le discussioni aperte e franche che abbiamo avuto con le autorità. Accolgo con favore l’avvio del dialogo sul lavoro UE-Tailandia per affrontare un’ampia gamma di questioni, tra cui il legame tra le esigenze giuridiche e la conseguente attuazione dei diritti dei lavoratori nel settore della pesca. Considero questo uno sviluppo positivo che aiuterà le due parti a incentivare le migliori pratiche nella lotta al lavoro forzato e nella riduzione della vulnerabilità dei lavoratori migranti. Incoraggio il governo a intraprendere ulteriori azioni ratificando le convenzioni dell’OIL 188 (sul lavoro nella pesca), 87 (libertà di associazione e diritto di organizzazione) e 98 (diritto di organizzazione e contrattazione collettiva). Questo sarebbe un passo importante nella giusta direzione. Anche lo sforzo del governo per combattere la tratta di esseri umani perseguendo e condannando i trafficanti è un altro passo positivo.
Pur riconoscendo questi sviluppi positivi, condivido una forte preoccupazione per la situazione dei diritti umani nel paese, comprese le restrizioni sui diritti civili e politici fondamentali quali libertà di parola, libertà di associazione e riunione.
Il ritorno alla democrazia attraverso elezioni libere, eque e inclusive costituisce una condizione essenziale per il rapporto UE-Tailandia che consente la ripresa dei negoziati sull’accordo di libero scambio (ALS) e la firma del partenariato UE-Thailandia e accordo di cooperazione (PCA).
Il Parlamento europeo presterà particolare attenzione al prossimo processo elettorale e allo stesso tempo valuterà regolarmente la situazione dei difensori dei diritti umani e le condizioni di lavoro nelle industrie di trasformazione della pesca e dei prodotti alimentari, compresi i diritti dei lavoratori migranti, con particolare attenzione la lotta contro la tratta di esseri umani e il lavoro forzato con l’obiettivo di migliorare il rispetto dei diritti umani.
I passi che deve compiere ora la Tailandia per fare in modo che i rapporti con l’UE incrementino portando vantaggi a entrambe le parti sono:
· Organizzare elezioni generali libere ed eque in linea con gli standard internazionali al fine di ripristinare un governo civile democraticamente eletto con istituzioni democratiche funzionali;
· Ripristinare i diritti civili e politici in linea con gli obblighi internazionali della Tailandia abolendo tutte le restrizioni alla libertà di espressione, alla libertà di riunione e all’associazione con un ambiente favorevole ai partiti politici, alle organizzazioni della società civile e ai difensori dei diritti umani per esercitare i loro diritti liberamente e pacificamente;
· Rispettare gli impegni assunti dal governo thailandese nell’Annual Periodic Review (UPR) 2016 e nel suo terzo piano d’azione sui diritti umani per compiere passi concreti verso l’abolizione della pena di morte;
· Riconsiderare l’uso sproporzionato delle leggi che spesso comportano pene detentive contro i difensori dei diritti umani e le indagini sulle violazioni dei diritti umani commesse dalle forze di sicurezza per promuovere lo stato di diritto e porre fine all’impunità.

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