Egitto, la situazione dei difensori dei diritti umani

In Egitto è stata istituita l’Alta commissione permanente per i diritti umani. Una bella notizia, se non fosse composta da rappresentanti del governo, da cui dipendono i servizi di sicurezza accusati di gravi violazioni dei diritti umani nel Paese.

Dalle premesse, sembra che questo nuovo organo miri a proteggere l’immagine del paese piuttosto che i diritti umani.

L’Egitto è certamente un partner importante per l’Unione europea, ma ci sono principi e valori che devono avere la precedenza rispetto a una real politik animata esclusivamente da equilibri di potere e interessi commerciali. Si tratta di diritti civili, democratici e umani che ogni paese deve garantire per avere rapporti con l’Unione europea.

Ma non è ciò che registriamo in Egitto, purtroppo.

Ci sono attivisti, giornalisti e avvocati incarcerati e condannati per le loro idee.

Ci sono processi di massa che sfociano in condanne a morte che non si basano né su prove né su indagini concrete.

Ci sono anche due genitori, quelli di Giulio Regeni, in cerca di una verità che spieghi perché Giulio è stato torturato e ucciso e perché le autorità egiziane stanno coprendo le responsabilità.

La risoluzione proposta vuole porre con forza l’urgenza di un’agenda per i diritti umani in Egitto. E questa agenda deve essere imposta dall’Unione europea con forza e determinazione.