Editoriale Newsletter n°1/2017

In questa sessione di Plenaria siamo stati chiamati a votare per il Presidente del Parlamento Europeo, voto che si è concluso con la vittoria di Antonio Tajani con 351 voti nel ballottaggio con Gianni Pittella che si è fermato invece a 282 voti.

Personalmente, dobbiamo augurarci che Antonio Tajani faccia bene per il Parlamento e per l’Europa. Noi abbiamo messo in campo un’altra scelta, appunto nella figura di Pittella, scelta che purtroppo non ha ottenuto il risultato sperato.

Tuttavia credo che questa elezione, per come si è configurata, segni un punto di svolta e di cambiamento oggettivo. Si apre ora una nuova fase con la quale dovremmo fare i conti nei prossimi mesi.

Ciò significa sostanzialmente che dovremmo prepararci e attrezzarci per mettere in campo un punto di vista alternativo e costruire in Parlamento e fuori dal Parlamento un progetto, in prospettiva anche delle elezioni del 2019.

La vecchia grande coalizione che fino ad oggi ha governato le Istituzioni europee ha esaurito la sua spinta propulsiva. Ora bisogna cambiare pagina.

Per questo, è opportuno che i Socialisti Europei mettano in campo un nuovo pensiero europeo e un nuovo progetto per l’Europa, che sia in grado di rispondere ai tanti disagi e problemi che i cittadini europei hanno e per prepararsi adeguatamente alle elezioni europee del 2019.

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