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Editoriale newsletter di Marzo

Il 27 febbraio si è aperta a Ginevra la 34esima riunione del Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite.

Il Segretario Generale dell’ONU, Antonio Guterres, ha affermato durante il suo discorso di apertura che il mondo sta diventando sempre più pericoloso, imprevedibile e caotico, sottolineando che i vecchi conflitti non sono ancora finiti, e anzi cominciano ad apparirne di nuovi, sempre più collegati al terrorismo globale e all’estremismo violento.

Guterres ha ricordato anche che molte persone stanno fuggendo dalle guerre e ha dichiarato che la comunità internazionale non può sottrarsi alle proprie responsabilità scritte nei valori comuni e nella Carta dell’ONU.

Dure sono state le parole dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, Zeid Ra’ad Al Hussein, che ha dato una risposta alla possibile uscita degli Stati Uniti dal Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, affermando che per coloro che intendono minacciare il sistema multilaterale o ritirarsi da questo sistema, dovrebbe suonare la sirena dell’esperienza storica.

Nei prossimi giorni parteciperò a questo appuntamento annuale della delegazione DROI al Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti umani durante la sessione di primavera e anche in questa sede non potrò non sottolineare che la situazione che si presenta oggi per i diritti umani descrive un quadro pieno di incertezze e di ambiguità, come ha già affermato il Segretario Guterres.

Il documento del Consiglio individua alcune priorità, sia tematiche che territoriali, verso cui dovremmo indirizzare gli sforzi maggiori per migliorare la situazione in tema di rispetto dei diritti umani: in particolar modo mi riferisco alla tutela della libertà di religione e di culto; alla tutela dei difensori dei diritti umani che rivestono un ruolo fondamentale nei contesti sociali in cui operano e dove spesso sono vittime di intimidazioni, persecuzioni, minacce e detenzione; alla tutela dei diritti dei bambini e alla parità di genere nel quadro del programma di attuazione dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e penso, infine, alla condanna del terrorismo e delle azioni di violenza e crimini contro l’umanità messe in atto da organizzazioni terroristiche.

Per quanto riguarda il tema dei migranti e dei rifugiati, nel rispetto di quanto previsto dal diritto internazionale e dalle predisposizioni della dichiarazione di New York del settembre 2016, bisogna ribadire con forza l’impegno di garantire ai rifugiati il diritto d’asilo.

La complessità del campo di azione descritto richiede dunque un’azione forte e unitaria e mi chiedo se non sia venuta l’ora per l’Unione europea di riuscire a parlare con una voce sola, in modo da poter assumere un ruolo rilevante al tavolo delle Nazioni Unite e portare avanti le istanze più urgenti, indicare soluzioni e assumere ruoli di responsabilità nel contesto internazionale sul tema dei diritti umani.

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