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Editoriale newsletter di Giugno

Il Parlamento Europeo ha approvato con 474 voti a favore la Relazione 2016 sul Kosovo, del quale sono relatore ombra, che prevede l’accordo di stabilizzazione e di associazione tra l’UE e il Kosovo.

Riteniamo questo un primo passo importante verso l’integrazione del Kosovo in Europa, anche se cruciali sono i fattori che ancora impediscono al Kosovo una completa integrazione: il cammino verso l’UE richiede una visione strategica a lungo termine e un impegno costante nell’adozione e nell’attuazione delle necessarie riforme.

Il risultato delle importanti elezioni di domenica scorsa ha visto la cosiddetta ala di guerra, come la chiamano i media locali, composta da una coalizione guidata da Haradinaj, ottenere il maggior numero di voti che non sembrerebbero però sufficienti a sostenere un governo senza alleanze con altre forze politiche. Le nostre aspettative sono naturalmente quelle di vedere nascere un governo che garantisca al paese la stabilità necessaria per continuare il processo di stabilizzazione politica e di integrazione del Kosovo nel contesto europeo.

Dobbiamo però essere consapevoli che la vittoria di Haradinaj non renderà semplici i rapporti con la Serbia, paese che, come sappiamo, ha emesso un mandato d’arresto internazionale contro l’ex comandante dell’esercito di liberazione del Kosovo. Sarà importante il ruolo dell’Unione europea in questo quadro.

Come giustamente sottolineato nella relazione, resta alta la preoccupazione in merito alla corruzione e alla criminalità organizzata, due fattori che affliggono con una certa pesantezza il paese. Inoltre, nonostante l’apprezzabile miglioramento economico e l’aumento del gettito fiscale, è indispensabile promuovere riforme economiche e sociali strutturali, soprattutto per quanto riguarda il lavoro e per quanto riguarda l’istruzione.

Infine, invito a riflettere sul fatto che il mancato riconoscimento del Kosovo da parte di cinque Stati membri di fatto ostacola il processo di integrazione. Un cambio di rotta potrebbe essere utile e permetterebbe il miglioramento dei rapporti tra il Kosovo e la Serbia. Penso che sia necessario che il Parlamento europeo mostri più coraggio, perché ciò aiuterebbe ancor di più l’azione politica dell’Unione europea in Kosovo e nei Balcani.

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