Ebrei ei Palestinesi si fanno la guerra nei libri di scuola

I libri di scuola sono un elemento importante per educare le nuove generazioni; proprio per questo in alcuni casi possono anche diventare terreno di scontro ed essere utilizzati per rivendicare la propria identità nazionale o i propri diritti storici.

Questo tipo di dinamica è evidente più che altrove nei rapporti fra Israele e Palestina: da tempo ogni parte accusa l’altra di propaganda nazionalista, di razzismo e di deformazione della storia.

In passato, erano stati fatti esperimenti coraggiosi per costruire una narrazione comune, come primo passo per stemperare il grado di conflittualità fra le due popolazioni.

Il manuale “La storia dell’altro” per esempio, edito nel 2009, aveva riportato nelle pagine di un unico libro di scuola due versioni della stessa storia.

Il lavoro di insegnanti e studenti israeliani e palestinesi aveva messo su carta voci diverse, senza cercare di imporre il proprio punto di vista e impegnandosi ad accettare quello della controparte.

A qualche anno di distanza, questi tentativi di conciliazione sembrano più lontani che mai.

E anzi, in questo periodo il governo palestinese è ai ferri costi con l’UNRWA, l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa dei profughi e dei rifugiati.

Storicamente l’UNRWA si occupa dell’istruzione nei campi profughi palestinesi che si trovano in Giordania e Libano, ma anche in gran parte dei territori palestinesi occupati.

Il dipartimento educativo dell’agenzia analizza con attenzione i manuali pubblicati , cercando di individuare possibili problemi dal punto di vista della parità di genere, dell’incitazione alla violenza e all’odio razziale.

Sebbene non possa direttamente dare direttive sui libri di testo e sui programmi scolastici, l’UNRWA ha il potere di allertare i propri insegnanti e ultimamente ha segnalato casi di “deterioramento del contenuto” dei manuali.

Il principale problema segnalato sarebbe la glorificazione dei martiri palestinesi. Ma secondo la versione del Ministro dell’Istruzione palestinese l’ONU, tramite la sua agenzia, sembrerebbe voler bandire dai libri ogni riferimento a un’attualità che purtroppo è fatta anche di continue conflittualità, colonie ebraiche abusive e occupazione militare.

Persino i riferimenti al muro di separazione e alla difficoltà, per le ambulanze palestinesi, di raggiungere in sicurezza gli ospedali, dovrebbero essere eliminati.

Da qui l’ira del governo palestinese, che ha accusato le Nazioni Unite di voler imporre anche nei libri di testo una visione basata sugli interessi israeliani.

Forse si tratta di un’accusa eccessiva e probabilmente l’UNRWA sta cercando davvero di essere neutrale. Ma fingere che il conflitto non esista significa costruire libri scolastici completamente slegati dalla realtà quotidiana che anche i più giovani dei palestinesi non possono ignorare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *