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È il momento di un’Europa più sociale con un potere delegato beneficio dei cittadini

Entro l’inizio del 2018, gli Stati membri dovranno decidere in merito all’incorporazione del «Fiscal Compact» (TSCG) nell’ordinamento giuridico dell’Unione. L´obiettivo è quello di rafforzare il pilastro economico dell’Unione Monetaria introducendo una disciplina fiscale più rigorosa, il rafforzamento del coordinamento e della convergenza delle politiche economiche e il miglioramento della governance dell’area Euro. Il principio fondamentale è la regola del pareggio strutturale di bilancio in disposizioni vincolanti che contribuirebbe a renderegli stati membri giustiziabili davanti alla Corte di Giustizia. Larevisione del contenuto del Fiscal Compact viene legata a una clausola dell’articolo 16 del Trattato, definita “clausola rendez-vous”, poiché da un punto di vista formale il trattato in qualità di norma intergovernativa non rientrerebbe nell’ordinamento europeo.Quindi, anche in caso di mancata trasposizione, gli Stati membri continuerebbero ad essere giuridicamente vincolati al rispetto delle regole di bilancio definite in tale Trattato, essendo la regolamentazione di cui al fiscal compact già presente nell’ordinamento dell’Unione.

Le misure di austerità applicate finora – con obiettivi di bilancio tecnicamente irrealistici – congiuntamente alla crisi economica globale sperimentata a partire dal 2008, sono state una ricetta esplosiva che ha alimentatola crescita di movimenti populisti in tutta Europa, provocando forti effetti pro-ciclici che hanno generato livelli insostenibili di disoccupazione, povertà e diseguaglianze nei Paesi dell’Eurozona, alimentandone la recessione. I vincoli di bilancio imposti dal Fiscal Compact danneggiano gli Stati obbligandoli ad adottare misure di austerità sempre più drastiche.

Noi siamo a favore della cessione di sovranità in materia fiscale a Bruxelles, ma con un regime più equo che sia attento ai paesi più deboli e che sostenga gli Stati Membri nella fase iniziale delle crisi economiche aumentando gli investimenti per stimolare lo sviluppo attraverso una rinegoziazione complessiva dei vincoli economici e finanziari derivanti dal quadro di governance economica.

È giunto ora il momento di sviluppare un Europa più sociale, vicina ai nostri elettori, un´Europa a cui si viene dato maggiore potere in aree chiave, ma fare in modo che questo potere delegato vada direttamente a beneficio dei cittadini.

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