Azione esterna: più fondi per i diritti umani, lo sviluppo e la pace

I finanziamenti europei per l’azione esterna dovrebbero sostenere lo sviluppo, gli obiettivi climatici e ambientali e promuovere la democrazia, lo stato di diritto e i diritti umani.

Mercoledì 26 marzo, il Parlamento europeo ha adottato la sua posizione sul proposto Strumento di vicinato, sviluppo e cooperazione internazionale (NDICI).

Il nuovo strumento finanziario, una volta concordato dal Parlamento e dai ministri dell’UE, sarà utilizzato per distribuire buona parte dei finanziamenti esterni dell’UE, con un bilancio proposto di 93,154 miliardi di euro a prezzi correnti per il periodo 2021-2027, un aumento di quasi 4 miliardi di euro rispetto alla proposta della Commissione europea.

L’NDICI riunisce la maggior parte degli attuali strumenti di finanziamento esterni dell’UE, incluso il Fondo europeo di sviluppo, in un unico strumento di ampio respiro. Una volta in vigore, sarà lo strumento principale dell’UE per promuovere la cooperazione con i paesi non appartenenti all’UE, nel vicinato e oltre, e per realizzare i propri impegni internazionali derivanti dagli Obiettivi di sviluppo sostenibile del 2030 e dall’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici. Concretamente, il Parlamento propone che il 45% dei fondi NDICI sostenga gli obiettivi climatici e ambientali.

Il nuovo strumento istituirebbe anche un quadro (il Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile più) per gli investimenti esterni destinati a raccogliere dal settore privato risorse finanziarie aggiuntive per lo sviluppo sostenibile.

Fondi sospesi se la democrazia o lo stato di diritto si deteriorano

Abbiamo ritenuto che la promozione della democrazia, della pace e della sicurezza, dello stato di diritto e del rispetto dei diritti umani siano obiettivi centrali dell’azione esterna dell’UE. I paesi che stanno arretrando in quelle aree dovrebbero quindi affrontare la sospensione totale o parziale dei loro finanziamenti UE.

Inoltre, con questo testo, il Parlamento propone di aumentare i fondi per le attività relative ai diritti umani e alla democrazia in tutto il mondo ad almeno 2 miliardi di euro. Dato il restringimento dello spazio per la società civile in tutto il mondo, i deputati desiderano aumentare il finanziamento dell’UE per le organizzazioni della società civile a 2,2 miliardi di euro, con ulteriori 0,5 miliardi di euro destinati alle autorità locali.

Infine, abbiamo insistito sul fatto che almeno il 95% dei finanziamenti dell’UE a titolo del presente regolamento – invece del 92% originariamente proposto – dovrebbe contribuire ad azioni concepite in modo tale da soddisfare i criteri dell’Aiuto pubblico allo sviluppo (un indicatore del flusso di aiuti internazionali).

Più controllo politico e migliore governance

Pur riconoscendo l’esigenza di maggiore flessibilità nella gestione degli strumenti di azione esterna dell’UE, il Parlamento vuole bilanciarla con un maggiore controllo parlamentare, nonché rafforzare le disposizioni in materia di governance e responsabilità per la programmazione e l’amministrazione dei fondi.

Il testo, di cui sono stato relatore insieme ai colleghi Cristian Preda, Frank Engel e Charles Goerens, è stato approvato con 420 voti favorevoli, 146 contrari e 102 astensioni.

Prossimi passi

Per entrare in vigore, la proposta NDICI dovrà essere concordata tra Parlamento e Consiglio. I negoziati tra le due istituzioni dell’UE dovrebbero iniziare entro la fine dell’anno.