Antonio Panzeri Gruppo dell Alleanza Progressista di Socialisti & Democratici al Parlamento europeo Partito Democratico

Il Giorno - 26 Novembre 2009

Dunque sono state decise le nuove nomine a livello europeo. Presidente del Consiglio sarà l’attuale primo ministro belga e il ruolo di Alto Commissario alla politica estera sarà ricoperto dalla britannica Catherine Ashton. Ora si stanno completando le altre caselle della Commissione europea e inizieranno al Parlamento europeo le audizioni dei singoli commissari, i quali dovranno ricevere o meno la fiducia.

Questa delle nomine europee è stata una vicenda sofferta. Come si ricorderà, alla carica di responsabile della politica estera europea era stato candidato, dal gruppo socialista e democratico al Parlamento Europeo, Massimo D’Alema.

Il curriculum di D’Alema era più che adeguato, avendo lui svolto sia le funzioni di Ministro degli esteri sia di Presidente del Consiglio in Italia.

L’esito è ormai ampliamente conosciuto. L’ex premier italiano non ce l’ha fatta. Nei giochi politici europei ha prevalso la logica intergovernativa, e cioè l’accordo tra i diversi Governi , e ciò ha comportato la decisione di assegnare ai laburisti inglesi la posizione prestigiosa dell’Alto Commissario per la politica estera. Questa decisione ha aperto, come era naturale, una vivace dialettica sul metodo seguito.

Il tema è serio, soprattutto oggi che sta entrando in vigore il Trattato di Lisbona che assegna al Parlamento europeo un potere maggiore rispetto al passato.

Ma per poterlo affrontare occorre la consapevolezza che il cosiddetto mandato intergovernativo potrà essere superato se sapremo tutti investire di più sull’Europa. Cioè se sapremo conferire maggiore sovranità al Parlamento europeo e agli stessi partiti politici europei.

Da questo punto non è possibile sfuggire.

Più volte è stato ribadito che con il Trattato di Lisbona può davvero cambiare il “gioco” politico in Europa. Se così è allora bisogna essere in grado di cogliere le nuove opportunità che si aprono e sfruttarle appieno.

È una sfida questa che è di fronte alle grandi forze politiche europeiste.

È una sfida che devono dimostrare di saper portare avanti se vorranno cambiare positivamente il processo europeo e aprire finalmente una nuova fase.

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