Antonio Panzeri Gruppo dell Alleanza Progressista di Socialisti & Democratici al Parlamento europeo Partito Democratico

Il Giorno - 1 Ottobre 2009

Innegabilmente le elezioni tedesche impongono,  nei socialisti e democratici europei,  una attenta e approfondita riflessione.

La sconfitta subita dallo Spd, sprofondato al minimo storico del 23%, ha aperto il confronto sul futuro della sinistra in Europa. Comprendiamoci. Non tutto è perduto. Mentre affrontiamo l’esito delle elezioni tedesche, non possiamo non sottolineare la vittoria della sinistra in Norvegia e in Portogallo e quella probabile  in Grecia. Tuttavia è inevitabile soffermarsi sulla nuova realtà politica determinatasi sotto il cielo di Berlino.

Ci sono almeno due dati che segnalano le difficoltà delle forze riformiste in Europa. Il primo, e sembra quasi un paradosso, è il fatto che  mentre spira il vento della crisi economico-finanziaria con la conseguente perdita di tanti posti di lavoro, e mentre i diversi governi usano parole e attuano politiche tipiche delle forze di sinistra e socialdemocratiche (un rinnovato intervento dello Stato, maggiore inclusione sociale) per far fronte a tale crisi,  il consenso elettorale anziché premiare la sinistra si sposta  verso forze di destra populista.

Il secondo  riguarda una perdurante assenza di sintonia tra ciò che si muove nella società europea e le modalità ed i  contenuti della politica riformista europea.

Di fronte al profondo cambiamento intervenuto nel rapporto tra cittadini e Stato, di fronte ai nuovi processi che investono le strutture economico sociali dei diversi paesi, di fronte alle moderne paure che attraversano l’Europa, il centro- sinistra europeo non sembra in grado di comprendere la vastità e la profondità di tali eventi e appare incapace di mettere in campo un’adeguata politica all’altezza della sfida odierna. Si spiega forse in questi due fatti l’esito  elettorale  tedesco.

I socialisti e democratici europei sono chiamati dunque ad assumere sulle proprie spalle l’onere di questo dibattito,  interrogandosi sul perché negli Usa, in America Latina, in India, in Giappone, i riformisti e democratici vincano e nella vecchia Europa questo non avviene. Questa riflessione non sarà semplice, ma prima avverrà  meglio sarà.

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