Antonio Panzeri Gruppo dell Alleanza Progressista di Socialisti & Democratici al Parlamento europeo Partito Democratico

Il Giorno - 23 Luglio 2009

La sentenza del Tribunale del lavoro di Milano che riammette , ad un concorso pubblico per un posto di operaio-elettricista presso l’ATM, un cittadino marocchino precedentemente escluso sulla base della cittadinanza, farà molto discutere e non solo  sulle norme legislative che hanno consentito questo atto discriminatorio da parte dell’Azienda Trasporti di Milano.La discussione deve essere  politica perché é bene far  comprendere all’opinione pubblica quante mistificazioni sono state fatte , particolarmente dalla Lega ,sul tema dell’immigrazione.

Partiamo con ordine. Il movimento di Bossi pone problemi di una certa rilevanza.

L’immigrazione , se non governata,  produce effetti negativi. Da qui l’esigenza di porre mano al tema dell’immigrazione clandestina attraverso norme di controllo più severe e certe.

Fin qui non ci sarebbe nulla da aggiungere. Il compito di chi governa é fare in modo che si promuova la regolarità e si combattano  l’irregolarità e l’illegalità.

Gli immigrati che hanno un regolare permesso di soggiorno e che sono in Italia per lavorare devono poter essere accompagnati da politiche per una adeguata integrazione.

Coloro che delinquono e entrano illegalmente nel nostro Paese devono essere consegnati alla giustizia; i secondi fatti rimpatriare.

Si può e si deve dunque discutere su come promuovere una “buona” immigrazione.

Ma sul caso di Mohamed Hailoua siamo di fronte a una schizofrenia politica da parte della Lega che in realtà dimostra di avere l’obiettivo non di promuovere una “buona” immigrazione, ma  di essere , a prescindere,  contro l’immigrazione. Una posizione assurda ed indifendibile che in realtà fa emergere che questo movimento non vuole risolvere i problemi ma crearli perché è l’unico modo per alimentare la strumentalità politica della propria azione.

Il giovane Mohammed é un cittadino marocchino con regolare permesso di soggiorno che chiede onestamente di lavorare, immagino per sostenere economicamente se stesso e la famiglia. E la risposta che trova qual’é? Torna in Marocco!

Colpisce, anche in questo caso,   l’assenza di un sussulto di dignità e culturale del Pdl timoroso sull’agire e subalterno alle pratiche leghiste.

E’ bene quindi che questo caso possa essere motivo di giusta riflessione.

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