‹‹Venti
luglio. Inizia una nuova avventura che a prima vista appare
faticosa ma nello stesso tempo affascinante. Si arriva a Strasburgo
il giorno prima, dopo una mattinata passata in treno partito
dal binario numero uno della stazione centrale di Milano alle
8.10. Sei ore e mezzo in compagnia di una piccola delegazione
milanese e di Bersani. La giornata del 20, giorno dell’insediamento
ufficiale, Il cielo è grigio e piove. Come dire, insediamento
bagnato...
Si giunge al Parlamento europeo e la prima cosa da fare è
il badge ufficiale. In coda, dunque, e solo i deputati italiani,
perché ancora una volta il nostro Paese ha dato prova
di scarsa efficienza.
Infatti, la lista dei nomi dei deputati eletti è giunta
notevolmente in ritardo, buona ultima rispetto agli altri
Paesi. E così i deputati italiani sono stati, per così
dire, gli ultimi ad essere regolarizzati.
Entro nel palazzone di vetro, piuttosto scomodo da girare
e poco funzionale. Eccoli i miei colleghi deputati. Quelli
di lungo corso li riconosci dall’aria sicura, gli altri,
le matricole, si aggirano un po’ spaesati, accompagnati
dagli assistenti che li seguono come ombre.
Finita la trafila burocratica si inizia. E si inizia seriamente.
Eccolo l’emiciclo, questa enorme sala ovale blu, dove
siedono tutti i deputati eletti in 25 Paesi, rappresentanti
di oltre 450 milioni di cittadini europei.
Qui, forse, sta l’emozione più grande: ecco l’Europa.
La nuova Europa riunificata. L’Europa che, pur tra mille
contraddizioni, vuole sconfiggere lo scetticismo, e avviare
un nuovo processo che consegni finalmente una costituzione
ed una identità, che dia prospettive a tutti i cittadini.
Una Europa che dà ciò che promette.
A ben vedere una sfida importantissima di fronte ai gravi
problemi che attanagliano il mondo, perché si possa
lavorare per contribuire a risolverli e per costruire una
agenda di opportunità. E per quanto riguarda la necessità
di mettere in campo una iniziativa tesa a costruire una Europa
sociale nella quale i diritti e le tutele delle persone siano
salvaguardate ed estese.
Sono i pensieri ed i sentimenti che animano questo insediamento
ufficiale del parlamento Europeo. Ci aspetta un lavoro serio
ed approfondito da compiere guardando l´Europa e nello
stesso tempo, guardando il territorio lombardo e milanese,
perché di questo lavoro ne possano beneficiare.
Motivo per il quale è giusto operare al di là
delle differenze che rimangono tra i diversi deputati eletti,
si possa convergere perché Milano e la Lombardia abbiano
benefici e ricadute positive. I colpi del martello alla Presidenza
chiamano all’apertura della seduta parlamentare: c’è
da eleggere il nuovo presidente del parlamento. Sarà
Borrel, spagnolo eletto a maggioranza assoluta, esponente
del Pse. Un buon inizio di questa attività parlamentare
che condivido nei banchi con altri due parlamentari: i posti
sono stati assegnati, per ciascun gruppo, in ordine alfabetico.
Quindi, ho alla mia destra un deputato lituano, Paleckis Justas
Vincas, e alla mia sinistra una parlamentare francese, Beatrice
Patrie. Saranno i miei compagni di banco per i prossimi cinque
anni. È l’Europa››.
Antonio
Panzeri
(articolo
pubblicato su la Repubblica il 22 luglio 2004)